Benvenuti a Taurasi
Taurasi è il più importante centro enologico della media valle del Calore. Ha nel Castello il suo elemento più rilevante, ed è situato sul piano di una collina affacciantesi sul fiume Calore, ad una quota di 398 m.s.l.m.
Poche città del Sannio hanno meritato l’omaggio, come Taurasi ed il suo territorio, di antichi scrittori latini fra cui Tito Livio, Plinio il Vecchio, Strabone, Varrone, Cluverio e di storici come Mommsen, Guarini, Della Vecchia, Romanelli.
Numerosi sono i ritrovamenti archeologici di Porta S.Angelo, Contrada S. Martino, Macchia Dei Goti e Fontana Lardo. Da questi si ricava una testimonianza che per ricchezza, originalità ed estensione non ha confronti altrove, attestando che questo territorio era abitato già nell’Eneolitico.
Il nome di chiara origine osco-sabellica, fa riferimento al toro, mitico animale condottiero della tribù dei Sanniti, i quali dopo aver varcato i monti del Molise, raggiunsero il bacino del fiume Calore, occupando una vasta zona tra le odierne province di Avellino e Benevento.
Dell’importanza che questa città venne ad assumere durante le guerre sannitiche, vi è testimonianza nell’epitaffio inciso sulla fronte principale del sarcofago del legato romano Lucio Cornelio Scipione Barbato, rinvenuto nel 1780 presso porta Capena a Roma, e attualménte conservato nei Musei Vaticani.
Sempre nei pressi di questa città, il console romano Manio Curio Dentato, nel 273 a.C., sconfisse le armate di Pirro, re dell’ Epiro. La battaglia si svolse nella piana del Calore che giace ai piedi dei monti circostanti l’abitato di Taurasi.
Taurasi offre un eterogeneo contrasto di epoche e di civiltà: Romani, Longobardi, Normanni, Angioini, Aragonesi e Spagnoli vi hanno preso stabile dimora ed alcuni hanno lasciato tracce indelebili della loro dominazione.
La sovrapposizione di tante signorie è evidente nella parte alta del paese, un tempo chiusa tra alte mura e grosse porte.
L’impianto urbano altomedievale, tutt’ora leggibile, è raccolto all’interno di un recinto fortificato ad andamento curvilineo, interrotto al centro da un asse viario con ai due estremi le porte della città: Porta Maggiore e Porta Sant’Angelo.
La Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano risale al XVII sec.. Al suo interno vi è una tela di notevoli dimensioni attribuita al pittore Francesco Solimèna.
La Chiesa di S. Marciano vescovo, in largo Duomo, Risale al VII secolo
Attualmente la struttura si presenta nelle forme architettoniche proprie del XVIII secolo, quando fu completamente ricostruita cancellando ogni traccia dell’antica chiesa.
La Chiesa del SS. Rosario, in via Municipio, E' unita al Convento dei padri Domenicani, oggi sede del municipio. Risale al 1582.
Sull'altare maggiore, vi è la "Madonna del Rosario con Gesù Bambino tra i santi Domenico, Caterina da Siena, Tommaso d'Aquino e Pietro martire, tutti dell'Ordine Domenicano. Al di sotto la famiglia Gesualdo.
Vi è uno stucco che si trova sulla porzione di soffitto posto al di sopra dell'organo. Rappresenta i monaci seduti dietro l'organo, che, con tale struménto, accompagnano un solista che suona l'arpa con volto ispirato. E' probabile che questo personaggio rappresenti re Davide, e che l’autore gli abbia attribuito le sembianze del Principe Carlo Gesualdo.
Il Palazzo Marchionale, in largo Duomo, ha le caratteristiche di palazzo rinascimentale, anche se basa le sue fondamenta sulla primitiva "arx de' Romani". In questi anni ha visto rilevanti interventi di recupero che permettono la fruizione della struttura al pubblico.
Dal cortile mediante una scala si sale ai piani superiori; nel primo piano nobile si osserva un immenso salone, già adibito a "Corte di giustizia", con un camino; attigua è la cappella di san Pietro a Castello.
Ma Taurasi offre ancora numerosi altri elementi di interesse quali:
La mostra museo dei reperti dell’eneolitico rinvenuti nel territorio di Taurasi, attualmente sita presso la Casa Comunale.
Da vedere anche: La Chiesa dell'Immacolata Concezione, il Palazzo de Angelis, il Palazzo Vaschi, il Palazzo Capano, il Palazzo Maffei, il Palazzo Ferri, il Palazzo Sàntoli, il Palazzo Silano, il Palazzo degli Uberti.
Ai vanti e ricchezze di Taurasi fanno parte le produzioni vitivinicole e le cantine che, riprendendo le antiche tradizioni di vinificazione e conservazione dell’apprezzato vino aglianico, hanno portato ai massimi riconoscimenti del Taurasi DOCG.